Esiste un modo di attraversare il paesaggio che non lascia tracce, se non quelle, leggere, di un tubolare su una strada bianca. È il modo del Giro delle Regioni 2026, presentato tra le mura storiche del Castello Marchionale di Taurasi, nel cuore dell’Irpinia. Ma non è stato solo il lancio di un calendario: è stata la conferma di un patto silenzioso tra il ciclista e la terra, scritto nelle righe del nostro Manifesto del Ciclismo Sostenibile.
Immaginate le colline del Taurasi DOCG avvolte dal sole, dove il Primo Cittadino, Antonio Tranfaglia, ha accolto gli organizzatori ricordando che l’ospitalità, qui, ha il ritmo lento del vino che invecchia e delle ruote che girano senza fretta. In questo scenario, il Giro delle Regioni ha svelato il suo volto per il 2026: undici tappe che sono, prima di tutto, undici atti di amore per l’Italia più autentica.
Un viaggio oltre il tempo
Quando Luca Gargiulo parla di questo circuito, non usa termini tecnici. Parla di “viaggio nel tempo”. Le biciclette costruite prima del 1987 non sono semplici cimeli; sono strumenti di economia circolare ante litteram. Restaurare un telaio, curarne l’acciaio e riportarlo a correre significa onorare il passato senza produrre scarti, un principio cardine della nostra filosofia.
Dalle sponde di Aversa a marzo, fino alle scogliere di Polignano a Mare a novembre, il circuito attraverserà sei regioni, toccando la sacralità dell’Appia Regina Viarum, Patrimonio dell’UNESCO. Qui, tra un ristoro a base di prodotti locali e un chilometro di fatica, il Manifesto diventa realtà:
- Rispetto del suolo: pedalare in armonia con la geografia, scegliendo percorsi che valorizzano l’identità rurale e urbana.
- Sostenibilità nei ristori: gustare le eccellenze del territorio riducendo l’impatto ambientale, perché ogni chilometro sia pulito come l’aria che respiriamo.
- Cultura dell’incontro: trasformare ogni tappa in un’occasione per educare le nuove generazioni alla bellezza del paesaggio e alla mobilità dolce.
Le tappe del cuore
Ogni data in calendario è un invito a scoprire un’Italia che non corre, ma che vive:
- Si parte il 29 Marzo con L’Asprinia (CE), per poi perdersi tra la Vulcanica di Napoli il 9 Aprile.
- Si risale verso il Lazio con la Velletrana (26 Aprile) e la Marittima (10 Maggio), prima di scendere nel cuore barocco di Ragusa il 17 Maggio.
- L’estate vedrà la carovana tra la regale Caserta, i vigneti di Taurasi il 21 Giugno e le atmosfere felliniane a Rocca di Cambio il 19 Luglio.
- L’autunno ci regalerà il fascino della Maleventum (6 Settembre), la natura del Circeo (25 Ottobre) e il gran finale in Puglia il 1° Novembre.

Iniziamo questo viaggio con una certezza: la bicicletta, specialmente quella d’epoca, è il mezzo più moderno per custodire il futuro. Perché, come dice il nostro Manifesto, il vero progresso è saper tornare a pedalare in equilibrio con il mondo.
